INFOCLUB marzo 2020

Carissimi Soci,

la particolare situazione che stiamo vivendo ci ha repentinamente obbligati a modificare comportamenti, abitudini, stile di vita, in molti casi azzeramento delle attività lavorative, riduzioni nella libertà di movimento e purtroppo anche la totale rinuncia alla nostra passione pratica per il volo. Non intendo fare considerazioni, valutazioni o esprimere giudizi su questo particolare periodo o sulla sua gestione, e tantomeno fare previsioni future in merito.Torno quindi immediatamente a NOI tutti, Soci dell’Aeroclub di Padova, al quale la passione per il volo porta inevitabilmente ad essergli affezionati.

Verso la fine di febbraio è iniziata la sequenza di decreti (DPCM). E’ stata sospesa l’attività teorica della scuola di volo, poi è stata la volta del fermo dell’attività di volo e quindi la chiusura dell’officina CAMO. La segreteria con Alessia ha continuato a operare per le necessità correnti, collegata da casa. Non potendo fare previsioni sulla ripresa delle attività in generale e anche del nostro Aeroclub (che non riveste motivi di urgenza o necessità), per contrastare la crescente “crisi di astinenza” dal volo, a parte qualche suggerimento riportato nella mail del 16 marzo u.s., credo sia importante mantenere molto alto il nostro sentimento di affetto nei confronti del NOSTRO Club, sapendo che come con la malattia, avere un atteggiamento reattivo e positivo sarà molto utile  così come per la futura ripresa delle nostre passioni aviatorie. E’ come se fossimo in volo con la destinazione chiusa e alla ricerca di un alternato con il carburante che pian piano si riduce. La nostra abilità (con un pizzico di fortuna), sarà quella di riuscire ad atterrare con a bordo ancora il MLF (Minimum Landing Fuel), ovvero il carburante minimo all’atterraggio.

Per quanto riguarda la nostra clausura forzata mi permetto di raccontarvi in allegato e parzialmente una mia esperienza personale, sperando di non annoiarvi.

Di seguito vi riporto alcune informazioni che hanno interessato il nostro Club durante il mese di marzo.

  • L’evento denominato “L’EGITTO DI BELZONI” che rievoca i due Air pilot’s Challenge Belzoni effettuati nei 1990 e 1991 in programma il 19 marzo 2020, è stato sospeso per i noti motivi. Il socio organizzatore Ferrari Antonio ci aggiornerà nell’eventualità che una prossima ripresa delle attività, permetta lo svolgimento di tale evento.
  • Con la chiusura di tutte le attività dell’Aeroclub abbiamo ridotto al minimo le utenze elettriche attive. La segreteria è parzialmente attiva, ovvero Alessia opera da casa online per quanto riguarda le necessità improrogabili. E’ raggiungibile tramite email: info@aeroclubpadova.it
  • Gli aeromobili sono parcheggiati negli hangar, mentre tre aeromobili per mancanza di spazio sono allineati all’esterno. Si sono prodotti 22 tacchi per la frenatura e si è programmata la messa in moto e il controllo periodico dei mezzi.
  • Per quanto riguarda il personale dipendente si stanno attivando le misure predisposte dal DPCM “Cura Italia” relativamente agli ammortizzatori sociali.
  • E’ ripresa l’attività del Corso teorico PPL/SPL/LAPL in modalità Live Streaming. Grazie alla disponibilità e all’impegno che ha coinvolto in particolare il socio Stefano Manzato, coadiuvato dai soci Roberto Mucci, Filippo Santinello e Alessandro Zaramella, che hanno lavorato con passione (e gratuitamente), è stato realizzato un sistema di lezioni online già operativo che ha trovato la soddisfazione degli allievi e anche di alcuni ex allievi che lo utilizzano come ripasso per alcune materie. Ovviamente il corso online doveva avere il consenso di ENAC per potersi considerare valido. Mi sono attivato comunicando al nostro referente ENAC, l’ispettore Col. Tortorella, la nostra iniziativa presentando la documentazione richiesta e pochi giorni dopo mi è stata comunicata l’approvazione all’utilizzo del corso a distanza. La nostra gratitudine agli artefici di questa importante realizzazione.
  • Era nelle mie intenzioni approfittare della chiusura forzata dell’Aeroclub per effettuare alcuni piccoli lavori all’interno dei nostri locali. Al momento a causa delle limitazioni imposte non si è potuto procedere, perciò mi riprometto appena possibile di provvedere all’intervento.
  • ENAC ha prorogato i termini di validità di alcune Licenze, Abilitazioni, Certificati medici e TEA. Consultare il sito ENAC (note informative).
  • L’Aero Club d’Italia ha inviato al Presidente del CONI una richiesta perché si attivi affinché gli organi governativi concedano un significativo aumento dei contributi in modo che l’AECI possa riconoscere valide azioni di sostegno ai propri associati.
  • Come già comunicatovi è completamente attivo il nostro nuovo sito www.aeroclubpadova.it. Sono graditi consigli e suggerimenti ed eventuali apporti personali come foto, video, racconti, etc.

Ringrazio tutti Voi per l’attenzione. Nel caso di informazioni particolarmente interessanti o urgenti sarà mia cura e anche di Alessia comunicarvele tempestivamente.

Un saluto sincero.

Il Presidente, Federico Mastrogiacomo

In questi giorni di mobilità limitata, mi è tornato in mente il periodo tra il 1983 e il 1985, quando baldo giovane vivevo in Libya, dipendente della Siai Marchetti.
Le restrizioni erano elevate: ritiro del passaporto all’arrivo, e consegna di una carta d’identità limitata (raggio 60 Km…..di deserto!); si poteva rientrare per una settimana in Italia ma dopo almeno 3 mesi, che spesso arrivavano fino a 6 per l’attesa dell’autorizzazione militare da Tripoli. Divieto di parlare del regime, di religione, del nostro lavoro, di fotografare, no alcool e maiale. Niente televisione e telefono, salvo le telefonate programmate mensilmente e spesso impossibili; servizio postale inesistente. Assistenza medica saltuaria (molto importante essere in salute, anche perchè i farmaci disponibili erano scaduti !).
Impossibilità di rientro in patria per gravi motivi, compresa la morte di un famigliare, ecc..
A circa 20 km a nord dell’oasi di Ghat (sul confine sud-occidentale con l’Algeria), nell’aeroporto dove prevalentemente operavo, si abitava all’interno della base militare in un trailer (container con aria condizionata) di 20 mq, da condividere con un’altro istruttore. La camera di 9 mq, 1 mq di bagno in comune e 1 mq di ingresso con un piccolo frigo e una piastra elettrica. L’acqua potabile tramite un filtro a carboni attivi fuoriusciva al ritmo di 1 litro in 15 minuti e la doccia era disponibile la notte, causa bassa pressione dell’ impianto idrico e l’acqua non filtrata era sempre giallognola. Un’antenna fatta con un cavo lungo 10 mt e collegato alla radio permetteva alla notte l’ascolto della Rai sulle onde medie.
I movimenti normalmente erano dal container alla mensa, 200 mt, alle aule altri 100 mt e alla linea di volo 800 mt, L’eccezionale clima secco e sereno, il paesaggio spettacolare e la pace assoluta del luogo, oltre alla forte motivazione personale, hanno permesso di vivere senza particolari problemi una realtà con molte costrizioni. Ma trovarsi H24 in una scuola di volo con molti aerei e una ventina di simulatori, compensava le rigide regole di quel Paese. Ricordo con un po’ di nostalgia i voli di collegamento con l’S208, il PA23 e a volte SF260, tra la base di Sebha e Ghat e viceversa. Si sorvolava l’erg, l’hammada e il serir, le tre tipologie di deserto presente: sabbioso, roccioso e ghiaioso. 600 km, bussola, orologio e qualche riferimento orografico, e l’unica strada, una pista allora non ancora asfaltata. In arrivo a Sebha il VOR e a Ghat un NDB coperto dalla Devil Mount, che si faceva vivo quando oramai si era in finale !
Non mi dilungo oltre nel racconto, che mi fa pensare come alcuni periodi della nostra vita possano risultare particolarmente severi a parità di condizioni, o viceversa assolutamente vivibili a seconda delle scelte che in quel momento stiamo vivendo.

Federico Mastrogiacomo
Ghat