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Quali sono alcune delle località più lontane raggiunte dai nostri soci con gli aerei del club?

 

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Weekend a Lussino

Di Alessandro Varisco - Fotografie di Merj e Nicola Vangelista

Una delle cose belle, tra le tante, del volo a motore è il fatto di andare da qualche parte, dormire sul posto e tornare indietro il giorno dopo.
Nulla di eclatante, basta anche un posto vicino, anche un luogo già visto altre volte. L'importante è passare la notte lì, come accade quando prendi un aereo "vero", comandato da piloti "veri". E' tutta un'altra cosa.
E' quanto ho avuto il privilegio di vivere insieme alla mia ragazza e ai miei amici la notte del 3 luglio 2004. Siamo stati fortunati: per due giorni le previsioni erano meravigliose. Il rischio del brutto tempo non è nella sicurezza del volo, perché il pilota prudente non decolla con condizioni meteo per le quale l'aereo non è certificato o il pilota non è abilitato o semplicemente allenato. Banalmente, il rischio potrebbe essere nel non riuscire a tornare indietro in tempo utile per andare a lavorare il lunedì successivo. E anche questo deve essere preso in considerazione dal comandante nella pianificazione. Ma quel weekend sembrava proprio essere meraviglioso, e siamo partiti col PA28R dell'Aeroclub.
Formalità doganali a Padova e volo IFR fino a Lussino. Nel cielo azzurro abbiamo avuto la "fortuna" di trovare un cumulo, residuo inerte dei temporali della notte precedente; la procedura di partenza passava di là e per motivi di traffico il controllore di Venezia Radar ha livellato la nostra salita proprio all'altezza del cumulo. Così, ho avuto i miei 5 minuti di gloria conducendo il volo dentro il cotone 

IFR, in nube, 6000 piedi

Poi, solo azzurro. Arrivati a 10.000 piedi già si vedeva la squadrata silhouette dell'Istria, il profondo Canal di Lemme, le perle di Brioni e in fondo Lussino, la nostra meta, l'isola della notte fuori hangar per noi ed il nostro aereo.

Il Canale di Lemme

Le isole di Brioni

Finale turbolento

 a Lussino

Bagno in un'acqua così gelida da togliere il respiro e tanto sole. Serata meravigliosa, pesce succulento e l'emozione di essere altrove all'imbrunire.

Il bellissimo tramonto

di Lussino

La cena a

Lussingrande

Il giorno dopo, il primo pensiero era per la qualità delle previsioni meteo, subito confermata da un meraviglioso raggio di sole che mi ha investito finché, ancora abituato all'oscurità, alzavo famelicamente le tapparelle della camera d'albergo. Un altro bagno e un super pranzo di pesce dall'ottimo Artatore, un ristorante a pochi chilometri dall'aeroporto, nell'omonima baia.
Dopo i preparativi, siamo ripartiti. Una giornata così bella meritava di essere volata a lungo. Così decolliamo, in VFR, un volo basso attraversando il Quarnaro e costeggiando l'Istria verso nord, vedendo da "rasoterra" lo spettacolo che il giorno prima appariva dalla "luna".

I controlli prima del

decollo: il passeggero

è molto interessato

all'elica...

Allora, partiamo?

La meravigliosa Pola

dai 1000 piedi del

volo di ritorno

Ancora il

Canale di Lemme

La destinazione era Portorose, in Slovenia, Comunità Europea, per le solite formalità doganali. A Portorose sono gentili, sorridenti e devi insistere per non accettare la grappa che ti offrono, buonissima, ma non adatta ad un imminente decollo. Ripartiamo, sorvoliamo le nostre spiagge, attraversiamo la pista di Tessera e finalmente arriviamo a Padova.

Finale a Portorose

Il sorvolo della pista

di Venezia Tessera

Di nuovo a Padova

3 voli eccezionalmente belli dal punto di vista panoramico, molto diversi per il tipo di condotta; ma soprattutto fatti con calma, senza la foga di atterrare-fare il bagno-asciugarsi-mangiare-decollare, perchè questa volta avevamo tempo; questa volta abbiamo dormito lì.

Alessandro Varisco

Marina... e l'aeroporto di Lussino