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Marzo
2004. Veniamo a conoscenza della
modifica all'AIP che consente ai voli VFR di poter nuovamente operare
all’interno del CTR di Milano
Linate .
LINATE!
Quel nome sembra riecheggiare sinistro e la mente ritorna
a quel tragico incidente del 2001. Eppure la fiducia, che
è sempre presente in noi, nei piloti e nei controllori del
traffico aereo che contribuiscono ogni giorno alla crescita dell’aviazione,
ci porta a decidere di fare il gran salto e violare quel tabù apertosi
dopo quel terribile disastro aereo.
Il
volo viene preceduto da un attento esame di tutte le procedure riportate
nella AIP: determinazione dei punti di ingresso ed uscita dal CTR, aree
di cui è vietato il sorvolo, circuiti di traffico, altitudini
consentite all’interno del CTR, piste, vie di rullaggio, frequenze
radio, radio assistenze; effettuiamo anche qualche telefonata al fine di
vagliare la disponibilità di parcheggio.
E’
il 21 aprile 2004. Si parte!
Il
nostro C172 stacca le ruote dall’aeroporto di Padova alle 11:54 UTC.
La giornata è serena, tiepida, l’aria calma con qualche piccola
termica che crea a 2000 piedi piccoli cumuli. La visibilità è buona,
sia pur con l'immancabile leggera foschia della pianura padana che ci
accompagnerà per tutto il volo.
Dopo
aver diretto sulla nostra amata rocca di Monselice, procediamo sulla
città di Legnago, quindi Mantova,
Piadena, Cremona, seguendo la rotta standard ed accompagnati
dalla sicura assistenza prima dei controllori del Fic di Padova e poi da
quella dell’avvicinamento di Garda. La ferrovia che collega Legnago a
Cremona ci fa da direttrice. Il VOR di Villafranca prima, quello di
Brescia poi, ci fanno da continua sponda consentendoci dei fix molto
precisi. Giungiamo su Cremona dove, dopo aver costeggiato il piccolo
aeroporto, iniziamo a seguire la ferrovia che porta a Crema. Garda
avvicinamento ci lascia e contattiamo Milano Informazioni. Ci viene
chiesto uno stimato per l’arrivo
a Milano Linate e quindi veniamo passati alla torre di Linate una volta
raggiunto Spino D’Adda (punto E1) che identifichiamo
grazie all’aiuto delle radioassistenze (VOR di Linate ed
Orio). Attendiamo qualche minuto su E1 in attesa delle istruzioni
della torre di Linate, la quale ci autorizza a procedere diretti sul
campo e ci istruisce a riportare quando su E2, comunicandoci nel
contempo che la pista in uso sarà la 36R. 36R? Siamo perplessi. La 36R
è la pista principale, quella dedicata ai voli di linea. Avevamo sì
pianificato sia per la 36L che per la 36R ma
davvero ci sembrava impossibile
che per il nostro paperozzo fosse stata scelta cotanta pista. Chiediamo
conferma della pista in uso ed il controllore con severa
professionalità e cortesia ci rassicura che si tratta proprio della
36R. Non solo, ma dopo pochi minuti senza ancora essere arrivati su E2
ci viene chiesto uno stimato per la testata pista 36R. “Tre
primi alla testata pista” rispondiamo; ”autorizzati diretto 36R,
riportate in finale” è la risposta del controllore. Siamo in finale!
Ecco la maestosa striscia
nera della pista di Linate! Che soddisfazione! Due Boing 737 dalla
livrea bianco-arancio in fila sulla via di rullaggio T in attesta dell’atterraggio
del nostro paperozzo. Il controllore ci prega se è possibile di atterrare
il più avanti possibile, in maniera tale da liberare rapidamente per la R6;
acceleriamo leggermente e la prima fase della flare sembra un bassissimo
passaggio più che la fase finale dell’atterraggio. Le ruote del C172
toccano il suolo di Linate alle 12:12 UTC. Liberiamo la pista a sinistra
nella famigerata R6. Il cartello rosso “NO ENTRY” sembra volerci
ammonire in anticipo per il ritorno. Giungiamo al parcheggio e dopo aver
spento il motore ci stringiamo la
mano per essere riusciti in un volo preparato con tanto impegno e
lavoro. Al parcheggio dedicato all’aviazione generale la sagoma del
nostro C172 sembra quasi scomparire di
fronte ai velivoli a
reazione degli uomini più ricchi
del mondo; ma per noi quel paperozzo che ci aveva fatto vivere quella
bella avventura era il più bell’aereo del mondo.
Veniamo
prelevati dal pulmino della società e portati nella parte dell’aeroporto
dedicata all’aviazione generale.
Dopo
i controlli di rito presso l’ufficio traffico, entriamo nella
signorile sala dedicata ai piloti dell’aviazione generale ed ai
blasonati passeggeri. La sala ed il bar sono quasi deserte e le uniche
persone presenti siamo noi due ed altri due
passeggeri particolari di ritorno
da alcune “spesuccie” in via Montenapoleone: Michael Schumacher e
gentile consorte, accompagnati dal "collega" Luca Badoer.
Ovviamente estorciamo l’autografo di rito e ci concediamo prima del
ritorno un meritato drink ed un meritato momento di gloria.
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Autorizzati
all'atterraggio! Ma
arrivate lunghi e liberate in fretta...
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Liberiamo al raccordo R6,
da non percorrere
in senso opposto... |
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La soddisfazione
di Enrico
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Maria Rosa, ho visto
Shumacher!
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Che aerei al
parcheggio...
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...ma il più bello è
quello in primo piano, il
nostro
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| La sconfinata Milano
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| Ancora Milano |
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