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Dalle Alpi alle
Piramidi
Di Giuseppe D'Aura - Fotografie
dell'autore e di Enrico Galesso
Quale
migliore titolo per il racconto di un viaggio da Padova a Palermo!
Ben 7 gradi di latitudine separano le due città.
Sono gli inizi del
mese di settembre. Siamo appena tornati dalle ferie. Il presidente
dell’Aeroclub, Eugenio Poggini, affigge
in bacheca l’avviso relativo al Giro Aereo di Sicilia (gara del
campionato italiano), che si terrà dal 16 al 18 settembre 2005.
Dall’affissione alla decisione di partire il tempo è breve. Il
presidente, Enrico Galesso ed io formiamo l’equipaggio che
con il Cessna 172 affronterà il Giro
Aereo di Sicilia.
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| Ancona: il suo porto... |
...ed il suo aeroporto |
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Il
versante est del
Gran
Sasso |
In
lontananza la Maiella |
Partiamo il 16
settembre alle 08:56 locali.
Facciamo rotta sul VOR di Chioggia e quindi, a livello di volo 85,
procediamo sul VOR di Ancona, seguendo l’aerovia. La giornata è
stupenda. La visibilità illimitata e l’aria calma. Si scorgono
distintamente le piattaforme sul Mare Adriatico e, sulla nostra destra,
l’Appennino Romagnolo. Passiamo il VOR di Ancona e puntiamo diretti a
Pescara dove, accompagnati dagli splendidi paesaggi della campagna
abruzzese e del Gran Sasso, giungiamo dopo 2 ore e 6 minuti di volo. Il
tempo di rifornire l’aereo e ripartiamo per Salerno. In un'ora e 30
minuti, attraversando le splendide campagne del Molise, della Puglia, ed
i monti cosparsi di generatori eolici della Campania, giungiamo a
Salerno, dove ci concediamo un paio d’ore di riposo ed una colazione a
base della famosissima mozzarella campana e pomodoro.
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Vasto |
Generatori
eolici tra la
Puglia
e la Campania |
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Eugenio e
la sua
occupazione
preferita:
la
navigazione |
Capo
Palinuro |
Alle 15:50 il C-172
stacca le ruote dalla pista di Salerno alla volta di
Palermo. Un bel mucchio di piccoli cumuli su Capo Palinuro ci avvisa che
le nuvole, totalmente assenti nella tratta da Padova a Salerno, sembrano
ora volerci accompagnare per il resto del viaggio. Saliamo subito
a livello di volo 85. Voliamo al di sopra dei cumuli in un’aria
comunque calma. Sembra di volare accanto e sopra dei batuffoli di
cotone. Da Capo Palinuro puntiamo su Tropea, tagliando sul mare
i golfi di Policastro e di Lamezia. La vista sulla nostra destra
delle Isole Eolie, sulla nostra sinistra dell’Appennino Calabro e dei
monti della Sila, ed in prua dell’Etna, ci rassicura.
Dopo quasi un’ora
e 40 minuti di volo ecco aprirsi sulla nostra sinistra il maestoso
scenario dello Stretto di Messina. Ecco Scilla e Cariddi, ecco la
Sicilia!
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Lo Stretto
di Messina |
L'Etna
emerge da un
mare di
nuvole |
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| Milazzo |
Capo D'Orlando |
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Ancora
Cefalù ed il
suo
splendido duomo |
Finalmente
Palermo |
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Sorvoliamo
la città |
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I punti da
sorvolare nelle immagini fornite
dalla
direzione di gara |
Puntiamo diretti su
Milazzo e quindi, tagliando il Golfo di Patti, su Capo D’Orlando, dove
inizia la rapida discesa verso
Palermo. Sulla nostra sinistra scorrono veloci le splendide coste
siciliane orlate dal mare dai mille colori. Da Cefalù puntiamo diretti
su Bagheria, che, con il suo sperone sul mare, sembra un vero e proprio
cancello di accesso a Palermo. Ed ecco Palermo!
Città dalle mille contraddizioni e dalle mille bellezze. Ci
accingiamo a sorvolare la città dei Fenici,
dei Greci (dalla cui lingua prende il nome: Panormus, in greco “grande
porto”) dei Romani, degli Arabi, dei Normanni, degli Spagnoli, dei
Savoia, degli Austriaci, dei Borbonici, e finalmente del Regno
D’Italia.
Atterriamo alle
18:40 locali. In circa 6 ore e 20 minuti di volo avevamo divorato i
nostri 7 gradi di latitudine. Ci aspettavano adesso gli splendidi
scenari, storici e naturalistici, del Giro Aereo di Sicilia 2005,
tenutosi nella giornata del 18 settembre 2005.
Il percorso è
articolato in 16 punti da sorvolare, tutti nella parte occidentale
dell’Isola e nelle province di Palermo, Agrigento e Trapani. Nella
immagini a destra è possibile visualizzare i punti che la commissione
ha ritenuto di individuare in alcuni tra i più famosi monumenti storici
e bellezze naturalistiche della Sicilia.
Durante la gara
migliaia di anni di storia scorrono
sotto le ali del nostro C-172: dai fenici ai sicani, dai greci ai
romani, dagli arabi ai normanni; c’è pure spazio per le imprese di
Garibaldi e per gli aeroporti usati dagli italiani durante la Seconda Guerra
Mondiale come testa di ponte per l’Africa.
La nostra gara dura
un’ora e 32 minuti. Ci classifichiamo al 16° posto su 23 equipaggi;
ma quello che più importa è che abbiamo preso parte ad una avventura
indimenticabile che resterà sempre nei nostri cuori. Che soddisfazione!
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L'avvicinamento
ed il finale... |
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...e
la classica foto di gruppo dell'equipaggio.
Da
sinistra Eugenio, Giuseppe ed Enrico |
Nota del webmaster: per chi non lo
avesse capito, il nostro socio ed amico Giuseppe è un siciliano d.o.c.
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