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C’è voluto di raggiungere i 2000 ft in volo livellato, cioè
quando, lasciata la terraferma, abbiamo iniziato a sorvolare le prime barene
della Laguna di Venezia, per rendersi finalmente conto del mondo, o, meglio,
dell’elemento nel quale mi stavo trovando e del modo con cui vi galleggiavo
sopra.
Prima di allora, dopo essere decollati dalla pista 22 ed aver
sorvolato Piove di Sacco, mi ero trovato in una situazione a dir poco surreale,
complici le cuffie che attenuavano non poco il fragore del Lycoming da 160 hp e
dell’elica bipala a passo fisso (non sono un esperto, millanto) e la visuale a
360°, novità assoluta per me, che volo tantissimo per motivi di lavoro, ma che
sono abituato ai pochi centimetri quadrati offerti dagli oblò degli aerei di
linea, i quali consentono un campo visivo che definire parziale o limitato è un
eufemismo.
Ma cominciamo con ordine a raccontare i 50 minuti che ho vissuto
il pomeriggio del 10 marzo 2007.
Eravamo partiti di buon mattino (si fa per dire), io e Sergio,
mio figlio di 9 anni, per il viaggio abbastanza lungo verso quello che si
sarebbe poi rivelato un pomeriggio indimenticabile. Si, perché Padova non è che
sia proprio dietro l’angolo; abitiamo alla periferia di Arezzo e la vicinanza
che c’è con Padova è dovuta solamente al sommo poeta Francesco Petrarca, che
dalle mie parti nacque, mentre tra i colli Euganei e la Laguna morì. Tradotto in
soldoni significa tre ore e mezza di macchina solo andata (traffico e cantieri
permettendo).
La decisione di andare a Padova per volare è stata determinata da
due fattori: il primo è la grandiosa iniziativa organizzata dallo staff che
gestisce il sito web “md80.it”, denominata “vola con md80.it”, poi il desiderio
espressomi più volte da Sergio di visitare Venezia, della quale più volte avevo
descritto le caratteristiche uniche. In particolare, l’iniziativa “vola con
md80.it” ha lo scopo di avvicinare tutti gli utenti del sito al volo “reale” con
velivoli di aviazione generale, grazie alla disponibilità dei piloti che
frequentano il forum. E così, analizzata la lista dei piloti disponibili e le
loro rispettive sedi, tenendo conto del desiderio di Sergio di visitare Venezia,
ho contattato Franco Stoppini, dell’Aeroclub patavino, (meglio conosciuto nel
forum con lo pseudonimo di “Pippo682”), pianificando di vederci per il 10 di
marzo per effettuare un volo sulla Laguna.
Ricapitolando: la mattina del 10 marzo, preparati i viveri per
non perdere nemmeno tanto tempo per il pranzo, siamo usciti di casa diretti a
Padova, ma le cose hanno iniziato a mettersi male, perché tirava un vento da
Nord-Est molto teso… i cattivi pensieri mi hanno accompagnato per tutto il
viaggio, pensavo che il vento sarebbe cresciuto di intensità avvicinandosi alla
meta e che ciò avrebbe inevitabilmente pregiudicato il volo. Siamo arrivati
comunque con un po’ di anticipo, ed i pochi minuti di attesa prima che si
materializzasse Franco sono sembrati interminabili… Dopo le presentazioni e i
convenevoli Franco telefona in torre di controllo per comunicare il piano di
volo.
Franco mi dice che abbiamo rischiato grosso, in quanto il
quadriposto assegnato alla nostra “missione”, ha dovuto subire un intervento
manutentivo programmato in mattinata e sarebbe potuto essere non disponibile per
il pomeriggio. Ma tutto è bene quel che finisce bene e, raggiunto l’hangar dopo
una bella camminata lungo il campo di volo degli alianti, “prendiamo possesso
del mezzo”. Marche I-AQUI , un Cessna 172 color bianco e crema con gli interni
rossi e strumentazione completamente analogica… poesia allo stato puro…
Effettuiamo il controllo visivo esterno e l’assegnazione dei
posti; a tale proposito devo confessare pubblicamente la mia bassezza di
genitore, ammettendo che ho accolto con estremo piacere la decisione di Sergio
di sedersi nel divano posteriore, lasciandomi il posto accanto al pilota. Franco
applica scrupolosamente la “check-list” di decollo, dopodiché, pronunciato il
fatidico “VIA DALL'ELICAAAA!!!!!!” ed avviato il motore, muoviamo verso il punto
attesa della pista 22 pronti a decollare.
L’emozione comincia a farsi sentire quando ci allineiamo per il
decollo. Franco dà tutta manetta, con un po’ di ritardo rispetto all’orario
programmato, a causa del traffico sulla pista che ci costringe a rimanere in
attesa sul piazzale antistante la torre di controllo per circa 20 minuti.
Stacchiamo le ruote da terra in un attimo ed i riferimenti fissi
al suolo cominciano ad allontanarsi. L’ala alta del Cessna consente una visuale
impressionante, con troppi particolari sui quali potersi concentrare
contemporaneamente… una sorta di sbronza. Mi volto e vedo Sergio a testa bassa,
penso che sia teso ed abbia paura, ma mi rassicura che va tutto bene.
Voliamo sopra Piove di Sacco e poco dopo costeggiamo Pellestrina,
la bocca di porto di Malamocco, in prossimità del quale si trovano numerose
petroliere dirette a Marghera e il Lido di Venezia. Sergio sta con il volto
appiccicato al finestrino posteriore, mentre Venezia inizia dapprima timidamente
ad apparire sulla sinistra, fino a quando la sua inconfondibile silhouette si
staglia sulle acque della laguna e sull’orizzonte; in lontananza si riescono a
riconoscere alcuni serbatoi della raffineria e del petrolchimico, pitturati in
bianco.
A questo punto il pilota propone un basso passaggio
sull’aeroporto del Lido. Scendiamo di quota, virando a 180 °C verso la pista; in
lontananza si scorgono alcuni velivoli ed un edificio simile ad un convento.
Sembra di essere nel triplano Fokker di von Richtofen, al ritorno da una
missione. Sorvolata a bassissima quota la pista, “disimpegniamo” verso destra e
riprendiamo quota, in direzione di Chioggia.
Venezia a questo punto si trova alla mia destra, il panorama è
bellissimo, in un gioco prospettico emozionante si presentano due isolotti, la
Giudecca e l’omonimo canale, poi la città, con in primo piano ben riconoscibili
due dei monumenti più noti: il campanile di San Marco ed il Palazzo dei Dogi.
Rimango a bocca aperta, ma per poco, dato che a 100 nodi ci stiamo velocemente
allontanando da quello spettacolo senza eguali.
Dirigiamo verso sud e, immediatamente prima di Chioggia,
sorvoliamo una fortificazione residuato di chissà quale conflitto più o meno
recente e viriamo in maniera tale che ci venga offerta una visuale strepitosa
della “piccola Venezia”. Le condizioni di luce sono ottimali per una serie di
scatti e sono indeciso se fare le foto o godere del panorama.
In cuffia un susseguirsi di comunicazioni delle quali non riesco
a carpire né il senso, né le singole parole, preso come sono ad osservare in
basso ed a scattare fotografie in maniera forsennata.
Sentiamo degli strani rumori in cuffia, niente paura è Sergio
che, guardando fuori, sta tranquillamente giocando, simulando un combattimento
tra alcuni dei suoi “Gormiti”, i mostriciattoli del momento. È molto sereno e mi
rallegro nel constatare che le mie preoccupazioni immediatamente dopo il decollo
erano infondate.
È a questo punto che ho ricevuto una forte scarica di adrenalina,
vivendo degli attimi di panico; Franco reclama la mia “Coolpix” e mi trovo con
il volantino tra le mani… pochissimi secondi nei quali ho la sensazione di
percepire i movimenti di Uniform-India sui tre assi, che mi sembrano molto
accentuati, a dispetto della realtà. Tiro un sospiro di sollievo quando ognuno
di noi torna a ricoprire il proprio ruolo.
Tranquillizzato, chiedo a Franco di poter sorvolare il centro di
Padova, e lui avvisa la torre di Padova delle nostre intenzioni. Prato della
Valle è una piazza unica nel suo genere ed offre una visione suggestiva. Ero
rimasto colpito a vederla da 10.000 m, ma passarvi sopra a poche centinaia di
piedi è stato entusiasmante. Purtroppo abbiamo anche iniziato il circuito di
avvicinamento e, in brevissimo tempo, ci allineiamo alla pista 04, sopra la
quale assistiamo al flemmatico volteggiare degli alianti, dove atterriamo dopo
una cinquantina di minuti dal decollo.
Arriviamo al parcheggio e ci troviamo di fronte dei mezzi
inconsueti, tre idrovolanti provenienti da Como, due dei quali più
convenzionali, cioè normali aerei ad ala alta dotati di “scarponi”, mentre il
terzo è un vero e proprio anfibio, con la parte inferiore della fusoliera
costituita a tutti gli effetti da una chiglia da imbarcazione. Giusto il tempo
per qualche scatto ed i tre velivoli ripartono. Assistiamo al decollo e ci
avviamo all’uscita. È giunto il momento di accomiatarci da Franco. Dopo i saluti
saliamo in macchina, sistemo Sergio nel seggiolino e mi metto alla guida,
euforico, emozionato e carico di entusiasmo… ho appena trascorso un pomeriggio
indimenticabile ed anche Sergio sembra aver gradito il volo!
Rientriamo a casa; c’è da fare una sosta obbligata al meganegozio
di giochi al casello di Boara… eh sì, Sergio si è proprio meritato un bel regalo
per aver assecondato il padre nella sua passione, sopportando un viaggio così
lungo.
Dal mio racconto sembra che il volo sia durato 50 secondi anziché
50 minuti; beh, in effetti è stato così, a riprova dell’antico adagio che vuole
che il tempo scorra lentissimamente quando si sta facendo qualcosa di noioso,
mentre, se stiamo vivendo un bel momento di felicità o allegria, le lancette
dell’orologio volano. L’esperienza che ho cercato di descrivervi è stata
sicuramente un mezzo formidabile per ottenere tali stati d’animo.
Concludo ringraziando Franco, tutto lo staff del sito web
“md80.it” e l’Aeroclub di Padova, con l’auspicio di ripetere quanto prima una
simile esperienza.
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Contropista dagli
hangar verso il piazzale dell'aeroporto

Decollo per pista 22

Iniziamo a sorvolare
la Laguna...

...che scorre veloce
sotto di noi

Oltre la laguna il
mare

Sergio mi guarda
tranquillo

Uno sguardo dentro

Diretti a Malamocco...

...che raggiungiamo in
pochi minuti

E finalmente alla
nostra sinistra Venezia e sullo sfondo Tessera

In un colpo d'occhio
Marghera, il Ponte della Libertà, Venezia ed il Lido

Ci prepariamo al basso
passaggio...

...sulla pista
dell'aeroporto del Lido...

...seguito da una
virata destra


Ancora Venezia ed il
Lido, ma dal mio finestrino

Una fortificazione a
Chioggia

Chioggia

E questo sono io!

Prato della Valle

Virata base, prossimi
al finale

La curiosità di Sergio

La pista


Gli idrovolanti
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