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Penso che giornate
così belle come quella di Domenica 18 Dicembre 2005 ce ne siano ben
poche durante l’inverno. Naturalmente non ci ho pensato due volte di
andare all’aeroporto per organizzare un volo insieme a Franco. Questa
volta, invece di fare il solito “giro” sopra la città di Padova,
abbiamo deciso di preparare un piano di volo che ci permettesse di
dirigersi verso l’aeroporto di Vicenza, fare un “touch and go” e
ridirigersi verso Padova. Dopo avere rilevato grazie alle cartine
aeronautiche le opportune rotte da seguire e le varie frequenze da
impostare durante il volo, Franco ed io, ci siamo diretti nel piazzale
verso il Cessna 152 dell’Aeroclub immatricolato I-JOGG, l’aereo
scelto per il volo. Appena arrivati abbiamo fatto gli opportuni
controlli esterni all’aeromobile verificando il funzionamento di tutte
le superfici mobili e delle altre apparecchiature. Eseguiti questi,
senza riscontrare problemi, siamo saliti a bordo. Dopo aver allacciato
bene le cinture di sicurezza siamo passati alla lettura della checklist,
abbiamo messo in moto il motore e dopo qualche minuto abbiamo iniziato
la prova motore con l’aumento dei giri, il controllo dei magneti,
della miscela e degli altri indicatori. Perfetto, tutto funzionava
correttamente, eravamo pronti per il rullaggio! Inserita la frequenza
giusta di Padova abbiamo contattato la torre per avvisare che stavamo
per rullare verso il raccordo “Charlie”. Quando siamo arrivati al
punto di attesa abbiamo ultimato le verifiche agli strumenti del
“152” e successivamente ci siamo allineati sulla pista “22”.
Finalmente era tutto pronto, iniziava la corsa di decollo!
A circa 60 nodi
abbiamo staccato le ruote dalla pista e poiché c’era del traffico in
sottovento non abbiamo potuto virare verso destra ma siamo stati
costretti a virare a sinistra allungando di poco il percorso. Abbiamo
deciso di svolgere il nostro volo ad una quota di 1000 piedi fino a
Vicenza. Entrati nello spazio aereo vicentino abbiamo contattato la
torre di controllo dell’aeroporto locale comunicando di voler fare un
“touch and go” per la pista 36. Avuta l’autorizzazione dal
controllore, abbiamo iniziato la discesa e abbiamo incominciato a virare
in base. C’era poco vento e non abbiamo avuto problema a contrastarlo
con un po’ di timone e quindi l’avvicinamento è stato tranquillo.
Toccata la pista abbiamo dato subito tutta manetta per poter decollare e
senza nessuna difficoltà ci siamo portati a 2000 piedi. Da lì, abbiamo
reimpostato la frequenza di Padova e abbiamo seguito la via del ritorno;
circa 10 minuti dopo eravamo pronti per atterrare. Appena l’aeromobile
ha toccato la pista con le ruote, dentro di me sentivo una strana
sensazione indotta dal pensiero di non essere più in volo e per questo
mi sentivo un po’ amareggiato e avrei voluto decollare nuovamente per
stare su nel cielo il più possibile. Mentre dirigevamo il Cessna
dell’aeroclub sul piazzale mi tornava in mente il magnifico panorama
osservato durante il volo, e che mi ha veramente colpito molto. Quel
giorno, infatti, ho preso la mia macchina fotografica e ho scattato
numerose foto. C’era talmente tanta visibilità che mentre stavamo
sorvolando Grisignano di Zocco vedevamo in lontananza la laguna di
Venezia e Porto Tolle! Ricordo anche che sia i colli sia le prealpi con
le cime ricoperte di neve si vedevano benissimo, e penso proprio che il
prossimo volo che farò avrà come destinazione Asiago, una meravigliosa
città situata nell’altopiano dei “Sette Comuni” così da poter
ammirare le montagne dall’alto.
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Lasciamo Grisignano
per Vicenza

Un'occhiata verso Bassano

Vicenza ed il suo aeroporto

L'aeroporto, pronti al finale 36

Ormai su Padova, sopra
il quartiere di Brusegana

Ed
eccomi ai comandi del Cessna 152 |