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Quali sono alcune delle località più lontane raggiunte dai nostri soci con gli aerei del club?

 

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Agosto in Grecia

Testo ed immagini di Alberto Gottardo

 

Era un po’ che mi girava per la testa l’idea di fare un tour della Grecia in aereo, per mille motivi, tra i quali il clima, le bellissime isole molte delle quali con aeroporto, ed il paesaggio. Moreno accettò la mia proposta senza esitazioni, visto che nonostante i suoi numerosi viaggi all’estero non aveva mai visitato a fondo la Grecia, se si eccettua per qualche puntatine a Corfù e a Santorini tanti anni fa.

 

I-GIBR parcheggiato sul piazzale dell'aeroporto di Corfù

Dopo essermi informato via internet sugli aeroporti che disponevano di AVGAS in Grecia, ovvero di carburante adatto ai motori a pistoni aeronautici (www.hcaa-eleng.gr/greekair.htm), decidemmo di fare scalo a Corfù, proseguendo poi per Santorini il giorno stesso, dopo aver fatto rifornimento. Con l’aereo pieno dei nostri bagagli decolliamo da Padova per Corfù sabato mattina presto alle 8.46, e durante la rotta ci accorgiamo che abbiamo una velocità al suolo di 170 nodi: il vento ci spinge verso la Grecia! Infatti atterriamo dopo 3 ore e 30 con ben mezzora di anticipo sul previsto, e dopo aver fatto rifornimento andiamo in torre per fare il piano di volo per Santorini. In torre però ci dicono che Santorini non ci autorizza al parcheggio notturno, in quanto dicono di non avere posto nemmeno per un piccolo Cessna C182T... che fare?

 

 

Uno sguardo dietro di noi appena dopo il decollo dall'aeroporto di Corfù

Sopra il Peloponneso, in rotta per Paros

 

Decidiamo di chiedere a Paros se ci accettano il piano di volo, la risposta è affermativa, ma solo in determinati orari: alla fine concordiamo per Paros con arrivo Lunedì, così da permetterci di visitare Corfù la Domenica.Il giorno dopo visitiamo l’isola, che però è spazzata dal Maestrale che rende impossibile stare in spiaggia: per fortuna l’aereo è ancorato con le funi… 

 

Inizia l'avvicinamento a Paros

Il piccolo aeroporto di Paros

Una piccola isola a forma di cuore nei pressi di Paros

Sorvoliamo le spiagge di Antiparos

Lunedì decolliamo alla volta di Paros, al centro del Mar Egeo, saliamo a FL120, e per fortuna il vento che ci aveva disturbato a terra questa volta ci aiuta a raggiungere i 194 nodi di ground speed, un record per il nostro C182!! Troviamo qualche nube nel Peloponneso, ma appena sfociamo nell’Egeo siamo nel cielo terso e cominciamo a scendere per prepararci all’avvicinamento. Quando siamo nelle vicinanze dell’isola contattiamo Paros, ma non abbiamo risposta: siamo troppo in anticipo e l’aeroporto è ancora chiuso! Dobbiamo così passare 3 minuti a girare sopra Antiparos per attendere l’orario di apertura  che è previsto alle 13.45. Intanto io ricordo a Moreno, che è ai comandi dell’aereo, che la lunghezza della pista è di 700mt, non lunghissima e quindi bisognerà usare tutti flaps e prepararsi per un atterraggio corto. Moreno raccoglie la sfida ed atterra in 350mt, liberando al raccordo centrale della pista: un altro record per il GIBR!!! Dopo aver scaricato i bagagli ed assicurato l’aereo con le funi, veniamo accolti da un signore gentilissimo che gestisce il traffico del piccolo scalo, appassionatissimo dell’Italia tanto che ci chiede se possiamo tradurgli qualche termine aeronautico in italiano.

 

A Paros passiamo 3 giorni bellissimi, il clima ed il paesaggio sono stupendi,  ed il mare da sogno, anche se l’isola è piena di turisti ma grande abbastanza per tutti: decidiamo però di partire Giovedì alla volta di Skiathos, previo scalo a Mykonos per il rifornimento. 

 

Ci portiamo verso il finale...

... dell'aeroporto di Mykonos

Prossimi all'atterraggio a Skiathos...

...dove parcheggiamo per gli ultimi due giorni di vacanza

Skepelos

 

Così Giovedì mattina ci troviamo a combattere ancora una volta con l’orario di chiusura dell’aeroporto, che è previsto per le 08.00 locali, per cui stacchiamo le ruote alle 07.50, ed atterriamo 20 minuti dopo a Mykonos. Dopo aver fatto rifornimento ed il piano di volo ripartiamo alla volta di Skiathos, e ci accorgiamo che stiamo lasciando un cielo terso per trovare un po’ di foschia a mano a mano che proseguiamo verso nord. Infatti, dopo un morbido atterraggio sulla suggestiva pista dell’isola, ci accorgiamo che il clima è cambiato, e dall’umidità dell’aria ci sembra di essere tornati nella nostra Val Padana. Skiathos è piena zeppa di gente, soprattutto italiani (ma và?) che continuano a sbarcare dai charters e dai traghetti, ma la fortuna ci aiuta anche questa volta e riusciamo a trovare alloggio proprio in paese. Venerdì visitiamo le spiagge dell’isola, mentre sabato prendiamo il traghetto per visitare Skopelos, verdissima isola a 40 minuti di motonave.

 

Ormai la nostra vacanza è giunta al termine, domenica si parte per casa, e la prima tappa sarà Lussino, sorvolando la Grecia settentrionale e Tirana in Albania. Purtroppo le sorprese non sono finite, e scopriamo che l’aeroporto domenica non apre prima delle 13.00 locali, costringendoci a fare i documenti il giorno prima per non trovarsi a che fare all’ultimo momento con la burocrazia ellenica, simile per lentezza a quella italiana.

 

In fretta e furia decolliamo da Skiathos alle 13.15 locali (12.15 ora italiana), preoccupati di non arrivare a Padova in tempo per la chiusura dell’aeroporto, alle 20.00. Lungo la rotta ci accorgiamo che a FL120 il vento stavolta è frontale, e non raggiungiamo più di 120 nodi di ground speed; in più il  controllore albanese ci costringe a deviare la nostra rotta per evitare Tirana. Alla fine atterriamo a Zara dopo 4 ore e 10 di volo, per non rischiare di proseguire fino a Lussino con gli indicatori di carburante in riserva e per evitare un ammutinamento delle nostre "assistenti di volo", . Una breve sosta per rifornirci e riposarci e decolliamo alla volta di Portorose, sosta obbligata per evitare di fare dogana in Italia. Atterriamo e veniamo accolti molto gentilmente; peccato non aver tempo di fermarsi di più ma ora ci aspetta l’ultima tratta per Padova. Dopo qualche tentativo andato a vuoto (il 182 fa fatica a mettersi in moto da caldo...) il motore si avvia e così eseguo il decollo alle 19.05. Solo mezz’ora dopo atterriamo a Padova, con il Presidente Eugenio Poggini che ci aspetta con ansia per il quasi ritardo, ma anche questa volta siamo stati puntuali arrivando prima della chiusura: non male per un viaggio di 1200 km… 

 

In conclusione un esperienza indimenticabile, grazie anche ad un aereo comodo e sicuro come il C182T,  che ha aggiunto in noi la voglia di fare ancora tanti viaggi interessanti per visitare posti meravigliosi.